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Direttore Sanitario Dott. Gino Guaitoli

Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia

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Il Direttore Sanitario della sede di Livorno è il

Dott. Cristiano Spallanzani 

Odontoiatra

TEST PER LA DIAGNOSI E LA CURA DELLA PIORREA
- analisi microbiologiche di laboratorio - 

 

Sotto il profilo immunologico la malattia parodontale è conseguenza di uno squilibrio fra i meccanismi di difesa dell’ospite e la presenza di un certo numero di batteri. E’ pertanto spesso indicato affiancare alla tradizionale diagnosi clinica e radiografica delle sofisticate analisi di biologia molecolare sul DNA del paziente e sul DNA dei batteri presenti nei siti infetti allo scopo di individuare, sulla base di dati oggettivi di laboratorio, una terapia parodontale personalizzatamaggiormente efficace.

Conoscere la presenza, il profilo e la quantità di batteri nei siti infetti contribuisce a perfezionare la diagnosi e la terapia. Anche se le manifestazioni cliniche (presenza di tasche etc.) sono le stesse, il processo patogenetico può essere diverso. Per comprendere se la terapia aggiuntiva antibiotica è opportuna ed efficace, occorre conoscere quali germi sono prevalenti nei siti infetti ed a quali categorie di farmaci antibiotici e/o antimicrobici sono sensibili.

TEST MICROBIOLOGICO PARODONTALE
- test del DNA dei germi patogeni - 

permette di caratterizzare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, la popolazione batterica presente nelle tasche parodontali durante le diverse fasi della terapia e si realizza eseguendo una coltura  e ricercando il DNA dei germi specifici responsabili della malattia. Si tratta di uno strumento indispensabile per capire l’evoluzione e la remissione della malattia parodontale.

 

Come si eseguono i prelievi per i test

 

Il prelievo è rapido e indolore. Nel caso del test microbiologico avviene con l’inserimento di piccoli coni di carta assorbente nella tasca parodontale, mentre per il test genetico viene passato un tamponcino sulla mucosa all’interno della guancia.

TEST GENETICO
- test del DNA del paziente - 
 

Il test genetico dà informazioni sulla risposta immunitaria del paziente segnalando una predisposizione ereditaria. I fattori ereditari interessati sono difetti minori della risposta immunitaria che solitamente si esprimono con una sintesi eccessiva – o non controllata - di citochine pro-infiammatorie. Circostanza che conduce ad una più rapida - o più massiva - distruzione di tessuto parodontale quando il solco gengivale è esposto a infezione di batteri parodonto-patogeni. Il paziente “geneticamente suscettibile” svilupperà una patologia parodontale più facilmente e più avanzata. L’analisi del DNA consente di conoscere la presenza di polimorfismi (variazioni genetiche) associati alla gravità della patologia parodontale che comportano iperproduzione di citochine “bianche” (interleuchine gruppo 1alfa o 1beta) o un deficit dell’antagonista del recettore dell’interleuchina. Vengono così definiti i diversi profili di rischio per lo sviluppo della parodontite o di forme gravi e refrattarie alla terapia: nei pazienti candidati all’implantologia può segnalare il livello di rischio di insuccesso, nei pazienti guariti è importante per impostare il piano di mantenimento.

 

Pazienti per i quali è indicato il test

 

- Pazienti candidati alla riabilitazione con impianti 
L’ identificazione dei geni che controllano o modificano aspetti della risposta immunitaria può fornire un metodo di individuazione dei pazienti con rischio elevato di peri-implantite. Gli elevati livelli di citochine del gruppo IL-1 presenti nel fluido crevicolare attorno a impianti con infezione sembrano giocare un ruolo importante nella patogenesi e nella severità della peri-implantite. L’esecuzione del Test - prima della inserzione degli impianti - è quindi una tutela per tutti i pazienti.

 

- Pazienti con familiarità di malattia parodontale. 
Il test serve a conoscere se il paziente ha ereditato, fra l’altro, anche la suscettibilità alla malattia. In caso di positività al test, il clinico valuterà opportuni piani di controllo dello stato parodontale e motiverà il paziente alla migliore igiene, nella consapevolezza del rischio che una infezione del solco gengivale può essere l’origine di una patologia parodontale grave.